giovedì 26 giugno 2008

Aurelio Peccei ed il Club di Roma: il lungo inganno dell'ambientalismo

Visto che siamo in tema di "tiro al piccione" nei confronti dei padri dell'ambientalismo italiano...
Questa è la storia di una disillusione, di un disinganno. E' la mia storia.

Scriveva Giorgio Nebbia il 16 marzo del 2004 su La Gazzetta del Mezzogiorno, in "Ricordo di Aurelio Peccei: "Nel 1968 Aurelio Peccei riunì alcuni studiosi di passaggio da Roma e insieme decisero che il "destino dell'umanità" doveva essere analizzato scientificamente, che le generazioni future dovevano essere avvisate di quello che stava per succedere, dovevano essere messe in guardia sui mutamenti e sui possibili pericoli planetari. I due concetti - "attenzione ed educazione al futuro" e "visione del destino dell'umanità" - hanno apparentemente guidato da allora tutta l'opera e la vita stessa di Peccei. Il gruppo di persone riunite da Peccei si costituì come "Club di Roma" e decise di investire dei soldi per uno studio sul futuro dell'umanità." La frase "nel 1968 riunì alcuni studiosi ed insieme fondarono il Club di Roma" è ripresa anche da Wikipedia. Aurelio Peccei, originario di Torino, si era trasferito in Argentina nel 1949 dove fondò e presiedette per 20 anni la Fiat Concord, che divennne ben presto la maggiore azienda industriale dell'Argentina. Nel frattempo lo troviamo, negli anni '50, fondatore della Italconsult (tra Fiat, Innocenti e Montecatini), poi negli anni '60 amministratore delegato della Olivetti e componente di un consorzio internazionale di banchieri. Il Club di Roma volle richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale sui problemi del futuro realizzando un libro che si prefiggeva di spiegare, in forma convincente e provocatoria, che cosa ci si sarebbe potuti aspettare all'inizio del ventunesimo secolo. Mediante modelli matematici e l'uso di (allora, nel 1970) potenti calcolatori elettronici, alcuni studiosi, per conto del Club di Roma, analizzarono che cosa sarebbe potuto succedere se alcuni fenomeni fossero aumentati con certe tendenze. Col titolo "I limiti dello sviluppo" il Club di Roma propose, in un famoso libro del 1972, le sue conclusioni all'attenzione mondiale sollevando, apparentemente, una tempesta. Quello che è certo è che questo testo ed i successivi editi dal Club di Roma esercitarono una notevole influenza sul nascente movimento ambientalista italiano. Dopo la sua lettura, insieme a quella di "100 pagine per l'avvenire" dello stesso Peccei (1981) io stesso aderii alle istanze proposte dal Club di Roma e per molto tempo non mi posi il problema della loro messa in discussione. Ma il tempo passa e nonostante la greve cappa che oramai avvolge tutto, qualche spiraglio si fa strada e cominciano ad avanzare idee ben diverse. Ecco ad esempio quello che non dicono Giorgio Nebbia e Wikipedia. Aurelio Peccei apparteneva alla massoneria e faceva parte del Comitato dei 300 (Il Comitato fu fondato dalla Nobiltà nel 1729 per occuparsi dell'attività bancaria internazionale, dei problemi legati al commercio e per sostenere il traffico dell'oppio indiano. E' controllato dalla Corona britannica. Comprende l'intero sistema bancario mondiale e i più importanti rappresentanti delle nazioni occidentali. Si tratta di trecento famiglie che, generazione dopo generazione, governano il mondo sotto la supervisione di gruppi più piccoli). Una volta Aurelio Peccei confessò al suo amico Alexander Haig (Commissione Trilaterale) di sentirsi "un Adam Weishaupt incarnato" (Weishaupt fu l'uomo che ispirò i moderni Illuminati; frase citata da John Coleman in "The Cospirators' Hierarcy: The Story of the Committee of 300, 1992, pag. 15). Peccei diresse la Fiat Concord sotto Giovanni Agnelli, massone e preminente membro del Gruppo Bilderberg nonchè del Comitato dei 300. Il Club di Roma fu fondato in realtà durante alcuni incontri tenutisi a Villa Serbelloni, proprietà della Fondazione Rockefeller a Bellagio (Gary Allen, The Rockefeller File). Il vero scopo del Club di Roma era ed è quello di organizzare la propaganda sulla crisi ambientale e sfruttare quest'ultima per giustificare la centralizzazione del potere (secondo il paradigma problema-reazione-soluzione), la soppressione dello sviluppo industriale sia in Occidente che nel Terzo Mondo ed il controllo della popolazione mediante l'eugenetica. Aurelio Peccei era un ferreo sostenitore del governo mondiale ed il suo Club di Roma ha messo a punto piani per riorganizzare il mondo in cinque regioni sotto il controllo di un'autorità mondiale centrale. Lo stesso studio "I limiti dello sviluppo" è stato sponsorizzato dai Rockefeller e questo ha permesso di farne 18 edizioni in 23 lingue. Questo studio è stato citato ampiamente dal mondo ambientalista a supporto delle proprie tesi. In realtà, a mio parere, il mondo ambientalista farebbe meglio a pensare che tutto ciò che proviene dal Club di Roma fa parte di un piano dell'Elite volto a manipolare il pensiero umano ed a persuadere la gente ad accettare gli scopi del Nuovo Ordine Mondiale. Potrebbero anche, gli ambientalisti, considerare il fatto che Aurelio Peccei in seguito ammise che il computer utilizzato per elaborare i loro dati e per formulare le loro tesi era stato programmato a produrre il risultato desiderato. Disse che ciò era stato fatto perchè le nazioni avevano bisogno di una "schockterapia" se si voleva far loro accettare il controllo della popolazione (Executive Intelligence Review, Special Report, Global 2000: Blueprint for genocide, pag. 16). Termino dicendo che, naturalmente, il tema del giorno, il cosiddetto "Riscaldamento Globale", la grande menzogna (cioè una "comoda menzogna") è figlio dei germi seminati dal Club di Roma a suo tempo, ed Al Gore è un degno emulo di Aurelio Peccei (a quali sezioni nascoste dell'Elite appartenga Al Gore non sto a dirvelo ora, ma sicuramente ci ritorneremo su...).

3 commenti:

Marcello De Giorgio ha detto...

Ti ricambio la visita:grazie per il tuo costruttivo intervento sul mio Blog.
Tutto il convegno organizzato dal Club di Roma l'ho dovuto ascoltare con la cuffia traduttrice poichè la stragrande maggioranza ha parlato il lingua anglosassone,quasi ad una velata conferma di quanto scrivi...
non per metterlo in dubbio,s'intende!
C'è ampio rendiconto sul Convegno alla Rubrica "Ambiente" del mio sito di informazione www.dgtvonline.com
che mi auguro tu voglia venire a visitare.
Ripassa sul mio Blog quando vuoi.
Saluti.

Marcello De Giorgio.

Zinnia ha detto...

This is great info to know.

m.r ha detto...

Gli Agnelli non sono stati capaci nemmeno di salvare i loro figli dal suicidio e dalla droga e continuano imperterriti nel loro folle progetto di aborto, distruzione della famgilia, eutanasia, di diffusione del'omosessualità in vista di un nuovo ordine ed un unico governo mondiale (Brock Chisholm).

http://www.nogenocidio.com/2009/01/genocidio-gentile/