mercoledì 15 luglio 2009

L'Anidride Carbonica non è inquinamento - CRAP - Carbon Really Ain't Pollution




Al Gore è stato recentemente in Australia per ripetere il suo mantra: "Il pianeta ha la febbre, dobbiamo agire". Lo ha fatto durante una colazione per presentare l'organizzazione "Safe Climate Australia". All'esterno lo attendeva la protesta dei membri del Climate Sceptics Party con cartelli, dove si leggeva anche "Stop alla scienza spazzatura". Vari membri avevano magliette con scritto: "Carbon Really Ain't Pollution - CRAP" (l'Anidride carbonica non è inquinamento).

http://www.news.com.au/heraldsun/story/0,21985,25771886-5005961,00.html



4 commenti:

MaRaNtZ ha detto...

ovvio che la CO2 non è un inquinante.
Chi mai potrebbe sostenere il contrario ??

noalgore ha detto...

Da Wikipedia:
Nel 2007 è stato misurato un contenuto di biossido di carbonio nell'atmosfera terrestre di circa dello 0,038% (≈ 381 ppm) in volume. Nonostante la sua piccola concentrazione, la CO2 è un componente fondamentale dell'atmosfera terrestre perché - insieme al vapore acqueo ed al metano - intrappola la radiazione infrarossa della luce solare riflettendola nuovamente verso la superficie terrestre (il cosiddetto effetto serra) impedendo alla Terra di raffreddarsi. Sono stati i vulcani le prime fonti di biossido di carbonio atmosferico della Terra neonata, grazie ad essa si è potuto instaurare un clima favorevole allo sviluppo della vita.

noalgore ha detto...

Il messaggio che i manifestanti di Melbourne hanno rivolto ad Al Gore è stato che, da quando è uscito il suo film "Una scomoda verità":
1. Le tempereature globali sono diminuite;
2. L'Arctic Ice Cap è aumentato raggiungendo livelli nella media;
3. I mari hanno cessato di salire di livello;
4. Solo 5 scienziati indipendenti dell'IPCC dicono che la CO2 è causa del cambiamento climatico (non 2.500);
5. 31.000 scienziati americani hanno firmato una petizione che afferma che non c'è l'evidenza conclusiva che la CO2 causi il cambiamento climatico;
6. Le previsioni sulle temperature dell'IPCC si sono dimostrate sbagliate;
7. I Vostock Ice Cores dimostrano che nelle fasi di riscaldamento del passato le temperature crescevano prima e la CO2 cresceva di conseguenza (l'opposto di quello che Gore afferma)

Quindi i manifestanti concludevano dicendo che Al Gore è in errore e che il Cambiamento Climatico è naturale.

noalgore ha detto...

Il ruolo dell’anidride carbonica

Secondo molti l’anidride carbonica (CO2) è un “gas satanico”, causa prima del riscaldamento globale. In realtà è un gas vitale per la nostra sopravvivenza. Insieme alla luce e all’acqua, la CO2 è il terzo dei nutrienti fondamentali per le piante e per il processo di fotosintesi*. Nel Rapporto dell’IPCC Climate Change 2001 è stato pubblicato un interessante grafico** in cui si riporta la concentrazione dell’anidride carbonica nell’aria negli ultimi 500 milioni di anni del Pianeta Terra. E’ così interessante scoprire come la comparsa dei vegetali sul pianeta e la loro successiva colonizzazione della Terra corrisponde a periodi in cui la concentrazione di CO2 ha valori altissimi. Le prime piante crescono con una concentrazione di CO2 pari a 6.000 parti per milione (ppm), cioè una concentrazione di circa venti volte superiore a quella odierna.
E tutti i periodi di grande crescita delle piante sono caratterizzati da alte concentrazioni di CO2. Al contrario si è scoperto che ci sono alcune piante che muoiono se la concentrazione di CO2 è inferiore alle 100 ppm. Da queste considerazioni è partita una ricerca assai vasta che ha permesso a molti agricoltori di moltiplicare la velocità di crescita e di rendimento delle loro piante.
Il professor Sherwood Idso del Dipartimento dell’Agricoltuira statunitense ha affermato che “riesaminando 342 studi condotti su questo argomento, è stato dimostrato che aumentando di 300 ppm il contenuto della CO2 nell’aria, da 350 a 650 ppm, il tasso medio di crescita delle 475 varietà di piante studiate è incrementato del 50%. Una crescita della CO2 fino a 2250 ppm ha acresciuto la produttività del 165%.*** Studi diversi confermano quanto la CO2 porti benefici all’agricoltura. Per Silvan Wittwer, professore di orticoltura all’Università di Stato del Michigan, un raddoppio della CO2 accelererà la crescita della flora del 52%#. Secondo un altro studio, l’incremento dell’efficienza dell’utilizzo dell’acqua da parte delle piante renderà più economico l’utilizzo dei sistemi di irrigazione e permetterà di sviluppare sistemi agricoli più efficienti anche nelle zone dove le precipitazioni sono scarse##.
In Olanda l’utilizzo della CO2 nelle serre ha avuto inizio diversi anni fa ed è ora utilizzata dalla maggioranza degli agricoltori. Ad un raddoppio della concentrazione è corrisposto un aumento della crescita delle piante de 25% Alcuni agricoltori hanno provato a triplicare la concentrazione di CO2 raggiungendo un aumento della produzione del 40% e, risultato sorprendente, utilizzando meno acqua.###
La CO2 in realtà è un fertilizzante naturale tra i più efficaci.

*I primi due sono ossigeno e carbonio.
**IPCC Climate Change 2001, The scientific Basis figure (F), pagina 201.
***Sherwood B. Idso, Plant Responses to Rising Levels of Atmospheric Carbon Dioxide, in “The Global Warming Debate” pubblicato da The European Science and Environment Forum (ESEF), Bourne Press Limited, Londra 1996. Il professor Idso lavora anche per l’US Water Conservation Laboratory di Phoenix in Arizona.
#S.H. Wittwer, The Global Environment: It’s Good for Food production in State of Climate Report, New Hope Environmental Service, Western Fuel Association 1997, p. 12.
##J.T. Baker e L.H. Allen, Assessment of the impact of Rising Carbon Dioxide and Other Potential Climate Changes in Vegetation, in “Environmental Pollution” n.83/1994, pp.223-235.
###John Emsley, Carbon Dioxide as a Resource for Industry and Agricolture, in The Global Warming Debate pubblicato da The European Science and Environment Forum (ESEF), Bourne Press Limited, Londra 1996, pag. 38.

Tratto da: Riccardo Cascioli & Antonio Gaspari, 2004. Le bugie degli ambientalisti – I falsi allarmi dei movimenti ecologisti, Piemme, pagg. 80-82.