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domenica 6 luglio 2008

Il Mondo Nuovo della Plasmon in cui i bambini sono felici: pubblicità razzista ed eugenetica ?


Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley (1932). Recensione tratta da questo sito.


Il Mondo Nuovo fu scritto da Aldous Huxley nel 1932. La vicenda è ambientata in un immaginario stato totalitario del futuro, in cui tutto è sacrificabile in nome del malinteso concetto di progresso. In un mondo senza guerre né malattie, dove tutto è pianificato e controllato da governatori generali, i bambini non sono partoriti ma creati in batteria con attributi fisici e intellettivi preconfezionati. Appartengono a diverse caste indicate con le lettere greche e ricevono sostanze differenti a seconda della classe sociale a cui sono destinati (dagli alfa agli epsilon). La clonazione umana è quindi fenomeno quotidiano, addirittura resa più efficace e veloce nel nome della produttività. Ognuno è felice di appartenere alla propria classe e alla società in cui vive, essendo istruito moralmente con messaggi ipnopedici (nel sonno) sin da piccolo. Ogni individuo è poi istruito al consumismo, a stare insieme agli altri, alla normalità del fenomeno della morte (vista addirittura come utile, in quanto i corpi, cremati, forniscono preziose sostanze come l’azoto…) e addirittura a stare lontano da libri e natura: i primi, dannosi, perché potrebbero aiutare nel crearsi una coscienza autonoma e la seconda, dannosa, perché permetterebbe, anche da adulti, di divertirsi senza spendere un soldo, quindi non conforme al consumismo.
In una società in cui è attuato il sesso libero e le parole padre e madre sono irriverenti e scandalose le relazioni durature sono viste come strane e anormali e il nucleo familiare come uno spregevole luogo dove venivano cresciuti i bambini nel passato. Gli abitanti di questo futuro vivono perciò nella loro felicità forzata ignorando le opere classiche e religiose come quelle di Shakespeare o come la Bibbia, censurate dai governatori. Ovattati nella loro quotidiana calma gli individui di questo mondo, nel caso dovessero incappare in ansia, rabbia, tristezza o situazioni spiacevoli, ricorrono al soma: droga sintetica miracolosa, senza effetti collaterali, che permette di sfuggire ai dispiaceri e che è addirittura consigliata ipnopedicamente. L'individuo quindi non esiste più, l’individualità del soggetto, ciò che fa di un essere umano una cosa unica e inimitabile, è un concetto assolutamente sconosciuto al popolo, prezzo da pagare per avere questa felicità comune. L’equilibrio della società è scosso quando John (il Selvaggio), un giovane cresciuto in una società più “primitiva”, entra in contatto con questa società “perfetta”. La sua ribellione contro i semplicistici e superficiali principi di questa società completamente globalizzata ed omologata come perfetta, però, non ha fortuna, ed è la sconfitta del singolo a vantaggio del numero. In questo libro si possono trovare molte somiglianze tra la società descritta da Huxley e la nostra società; il soma, ad esempio, è paragonabile alle odierne droghe, più o meno leggere, usate anche per sviare i dispiaceri. Il condizionamento ipnopedico è una forma estrema dell’attuale pubblicità televisiva che bombarda i bambini di oggi inducendoli a scegliere questo o quel prodotto e a dettar loro le mode ed i giochi.


Cosa c'entra il Mondo Nuovo di Huxley con la pubblicità della Plasmon ?


Nella recente pubblicità della Plasmon (2007) compaiono diverse centinaia di bambini vestiti con tutine tutte dello stesso colore (kaki) che scorazzano sull'eba, prima carponi e poi correndo allegramente tutti nella stessa direzione (vedi video, cliccando sulla foto).
Clicca qui per vedere il video
Nel libro Il Mondo Nuovo di Huxley una voce tutte le notti per centoventi volte, per tre volte la settimana, per trenta mesi ripete, nella stanza dove dormono i bambini Beta, le seguenti frasi condizionanti."I bambini Alfa sono vestiti di grigio. Lavorano molto più di noi perchè sono tanto tanto intelligenti. Sono veramente contento di essere un Beta perchè non sono costretto a lavorare così duro. E poi noi siamo superiori ai Gamma e ai Delta. I Gamma sono stupidi. Essi sono vestiti tutti di verde, e i bambini Delta sono vestiti di kaki. Oh no, non voglio giocare con i bambini Delta. E gli Epsilon sono ancora peggio."

Ancora, più avanti nel libro, si legge:

"Fuori in giardino era l'ora di ricreazione. (...) sei o settecento bambini correvano con stridule grida sull'erba."

I bambini della Plasmon ricordano molto da vicino i bambini Delta. Essi sono tutti bianchi, tutti biondi, tutti belli, tutti sani, tutti felici, tutti bravi e soprattutto lo sono... senza mamma ! Non c'è spazio per la diversità in questo mondo artificiale della Plasmon che ci ricorda un po' troppo, perché sia una pura coincidenza, il Mondo Nuovo di Aldous Huxley, libro intriso di razzismo ed ideologie eugenetiche nonché precursore dell'avvento del consumo di massa delle droghe, la cui diffusione nel mondo reale trovò in Huxley un agente di primo livello.

Per vedere il video della Plasmon occorre aver installato Quick time. Il titolo è: “Datemi un martello - Plasmon Omogeneizzati – 2007. Musica: If I Had A Hammer di Trini Lopez. Regia: Luca Lucini e Alberto Mantini. Agenzia: Leo Burnett. Direzione Creativa: Sergio Rodriguez. Casa di Produzione: The Family.

Infine consiglio una ripassata ai post del blog dedicati ai padri dell’ambientalismo italiano (Alessandro Ghigi e Aurelio Peccei), di cui pochi conoscono le radici malthusiane, razziste ed eugenetiche.

sabato 21 giugno 2008

Alessandro Ghigi, padre dell'ambientalismo italiano, era creazionista e non evoluzionista

Un consiglio. Prendetevi il tempo ed andate in una delle (poche) biblioteche dove è disponibile il testo: "Problemi biologici della razza e del meticciato" di Alessandro Ghigi (allora deputato fascista) edita da Zanichelli a Bologna nel 1939 (anno XVII dell'Era Fascista tanto cara a Ghigi). A lato trovate un primo elenco di Biblioteche pubbliche dove il libro è disponibile per la consultazione. Il testo consiste di 54 pagine, perciò è leggibile in un pomeriggio. Io l'ho fatto ed ora vi propongo alcuni passi.

A pag. 9 Ghigi ci rammenta che: "nel primo libro della Genesi sta scritto che Dio ordinò alle acque ed alla terra di produrre le piante e gli animali secondo la loro specie". Per Ghigi quindi il concetto di specie è legato alla creazione da parte di una entità immateriale. Se la specie è stata creata, essa è quindi "distinta dalle altre affini, la sua esistenza è fuori discussione". A pag. 10 Ghigi prende le distanze in modo netto dall'evoluzionismo darwinista: "Tutte le teorie della evoluzione ed in particolare quelle sulla origine delle specie, hanno avuto carattere prevalentemente filosofico, spesso informato a tendenze sociologiche o religiose, che si sono valse di illazioni più o meno logiche ma spesso arbitrarie, tratte da un complesso di osservazioni non affiancate dall'esperimento. Quando questo è stato possibile, fatti e critica hanno quasi sempre dimostrato, che i gruppi considerati non appartengono a specie distinte, ma a razze diverse della medesima specie, così che si può affermare che tutte le teorie sull'origine delle specie sono, nella loro parte sperimentale, quasi esclusivamente teorie razziali". In parole povere, Ghigi, il padre dell'ambientalismo italiano, credente, impronta le proprie tesi, che vedremo poi intrise di acuto razzismo, sulla creazione così come viene narrata nelle sacre scritture, e fa a pezzi l'evoluzionismo darwinista. Non solo, ma fa derivare tutti i concetti razzisti che divulgava, fra l'altro, durante frequenti conferenze (vengono citate nel testo quelle tenute a Bologna, Imola, Faenza, Forlì, Ravenna, Rimini, Ancona, Rovigo, Vicenza e Trieste) dal fatto che le razze dovevano rimanere così come Dio le aveva create, possibilmente ognuno a casa sua (soprattutto quelli con la pelle scura). Come si può vedere, il pensiero attuale di molta gente di strada ha radici lontane...

venerdì 20 giugno 2008

Alessandro Ghigi, l'ambientalismo e l'ideologia della razza

Avviciniamoci ora alla nascita vera e propria del movimento ambientalistico italiano. L'ambientalismo come militanza, come mission, potrebbe essere paragonato al monachesimo, laddove la mission era ben conosciuta fin nei minimi termini grazie a specifiche "regole" che venivano studiate e ripassate quotidiamanente. Ad esempio, i benedettini conoscevano (e conoscono) a menadito sia la Regola di San Benedetto che la storia della vita del Maestro. Siamo sicuri che sia lo stesso per gli ambientalisti nostrani ?
Michael Crichton, nell'appendice del suo ultimo libro Stato di Paura, scrive di un filo diretto che lega le teorie eugenetiche degli anni '20 e '30 con la teoria del "riscaldamento globale" dei nostri giorni. "Entrambe razziste, avversano lo sviluppo e il progresso delle popolazioni povere".
Alessandro Ghigi (1875-1970) è considerato il padre dell'ecologismo italiano. A lui tra l'altro, è dedicato l'Istituto Nazionale Fauna Selvatica. Il presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi ha definito Ghigi come "l'antesignano di ogni organizzazione della natura nel nostro paese". Si tratta perciò di un padre dell'ideologia ambientalistica italiana. Pochi sanno però che Alessandro Ghigi è stato anche un razzista caparbio, vicepresidente della Società Italiana di Genetica ed Eugenetica (SIGE), che ha partecipato ai congressi internazionali delle società eugenetiche, che ha scritto libri disprezzando ebrei, neri ed altre etnie, che ha firmato il Manifesto della Razza del fascismo nel 1938 con cui ebbe inizio la discriminazione degli ebrei in Italia. Basta scavare un po' dietro la facciata rispettabile di Ghigi per trovare notizie inquietanti, talvolta rimosse dalle biografie ufficiali. Nel suo libro "Problemi biologici della razza e del meticciato" (Zanichelli, Bologna, 1939), Ghigi descrive il tema delle degenerazioni causato dall'incrocio con razze nere che sarebbero "evolutivamente inferiori e geneticamente incompatibili". Per quanto riguarda gli ebrei, nel libro di Giorgio Israel e Pietro Nastasi "Scienza e razza nell'Italia fascista" (il Mulino, Bologna, 1998) si ricorda che due fautori della politica razziale mussoliniana come Guido Landra e Nicola Pende parlano di Alessandro Ghigi come di "uno dei razzisti più estremi". Ghigi era un seguace delle teorie di Thomas Malthus, che vedeva nella crescita della popolazione una minaccia alla natura. Coerentemente con il pensiero darwinista secondo cui in natura sopravvive il più forte, Ghigi aveva abbracciato l'idea eugenetica più radicale, quella di stampo anglosassone e teutonico, secondo cui bisogna applicare una selezione delle razze per moltiplicare i forti ed eliminare i deboli. Nel 1959, dopo alcune esperienze di carattere locale, Ghigi diede vita alla Federazione Nazionale Pro Natura. Nella Carta di Forlì (1973-1981) Pro Natura precisa tutti i fondamenti di quello che negli anni che seguirono è stato il programma di tutte le associazioni ambientalistiche italiane. In pratica vi si sostiene che un aumento dei livelli di vita è da evitare perchè danneggia la natura, e nella stessa Carta, inoltre, si legge: "Occorre giungere a una stabilizzazione del livello della popolzione e, in un secondo momento, ad una progressiva riduzione, date le condizioni di massiccia antropizzazzione e l'alto consumo di risorse tipiche di un paese industriale come l'Italia". L'ideologia malthusiana - specie nell'uso rozzo, contundente e massimalistico che ne hanno fatto politici e attivisti dell'ecologismo - è di fatto uno dei versanti più perniciosi dell'ideologia ambientalistica, quella stessa ideologia da cui peraltro, si arriva all'uomo indicato come "cancro del pianeta"

Tratto da: "Le bugie degli ambientalisti. I falsi allarmismi dei movimenti ecologisti" Secondo Volume. Di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari. Piemme 2007

Aggiungo: Alessandro Ghigi era stato eletto Deputato Fascista il 25 marzo 1934 ed inseguito fu nominato (non eletto) Senatore dell'Italia Fascista dall'allora Ministro dell'agricoltura e foreste Giacomo Acerbo il 6 febbario 1943, con Giuramento in Comitato segreto il 29 aprile 1943. Ha ottenuto le seguenti onorificenze: Commendatore dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro e Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia.

Malthus e le teorie per limitare la popolazione

Thomas Robert Malthus (1766-1834), , figlio di Daniel, un intellettuale seguace e amico di David Hume e Jean Jacques Rousseau, studiò presso il "Jesus College" di Cambridge dove, subito dopo la laurea divenne "Fellow" (assistente). Lasciò l'insegnamento per prendere gli ordini sacri e nel 1797 fu nominato Vicario in una parrocchia protestante del Surrey. Nel 1805 la British East India Company, germe del globalismo e della teoria del Governo Mondiale, creò per lui la cattedra di Economia politica presso l'East India College di Haileybury, dove rimase sino alla morte. Nell'ambito del dibattito sulla riforma della legislazione in Inghilterra, Malthus elaborò una teoria della popolazione in contrapposizione e per confutare le idee di William Godwin, che evidentemente andavano acquistando un'influenza sempre maggiore, e per protestare ad un tempo contro la nuova legislazione sui poveri. Nel 1798 Malthus pubblicò sotto anonimato la prima edizione di "An essay of the principle of the population as it affects the future improvement of society" (Saggio sul principio della popolazione e i suoi effetti sullo sviluppo futuro della società), abbreviato "Essay on Population" (Saggio sulla popolazione). Una seconda edizione notevolmente modificata comparve nel 1803, e questa volta con il nome dell'autore. In quest'opera egli sostenne che l'incremento demografico avrebbe spinto a coltivare terre sempre meno fertili con conseguente penuria di generi di sussistenza per giungere all'arresto dello sviluppo economico, poiché la popolazione tenderebbe a crescere in progressione geometrica, quindi più velocemente della disponibilità di alimenti, che crescono invece in progressione aritmetica (teoria questa che sarà poi ripresa da altri economisti per teorizzare l’esaurimento del carbone prima, e del petrolio dopo). La teoria demografica di Malthus ispirò la corrente del Malthusianesimo, dottrina economica che attribuisce principalmente alla pressione demografica la diffusione della povertà e della fame in molte aree del pianeta e propugna un energico controllo delle nascite, al fine di evitare il deterioramento dell'ecosistema terrestre e l'erosione delle risorse naturali non rinnovabili. Questa teoria demografica naturalmente è andata incontro a varie critiche, esemplificate da Ralph Waldo Emerson, quando disse: "Malthus, affermando che le bocche si moltiplicano geometricamente e il cibo solo aritmeticamente, dimenticò che la mente umana era anch’essa un fattore nell'economia politica, e che i crescenti bisogni della società, sarebbero stati soddisfatti da un crescente potere di invenzione."L'influenza della teoria di Malthus sulla popolazione fu molto alta, ade sempio influenzò economisti come John Maynard Keynes. L'idea di Malthus della “Lotta per la sopravvivenza” dell'uomo ebbe una influenza decisiva sia su Charles Darwin che su Alfred Russel Wallace per la formulazione della loro teoria evoluzionistica. Malthus ha infine legato il suo nome oltre che alla controversa teoria della popolazione anche all'analisi monetaria, allo studio della rendita fondiaria e alla cosiddetta teoria degli "ingorghi generali" (in base alla quale le depressioni economiche sarebbero dovute, da una parte, all'eccessivo aumento del risparmio e degli investimenti e, quindi, dell'offerta di prodotti; dall'altra, all'insufficiente aumento della domanda di beni di consumo). Malthus si sposò nel 1804 ed ebbe dalla moglie 3 figli.