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mercoledì 12 agosto 2009

La dinastia ebraica dei Sassoon creò il traffico dell'oppio

Hong Kong e le Guerre dell'Oppio dei Sassoon (con i Rotschild alle spalle)
Al termine del mandato inglese su Hong Kong, dopo 99 anni di occupazione, centinaia di articoli di giornali e servizi televisivi hanno coperto l'evento, ma nessuna fonte si è permessa di rivelare come l'Inghilterra prese possesso di Hong Kong ! La verità si trova nascosta nella storia della dinastia fondata da David Sassoon "Il Rotschild dell'Estremo Oriente" e sul suo monopolio sopra il traffico dell'oppio. L'Inghilterra si appropriò di Hong Kong attraverso le Guerre dell'Oppio per permettere ai Sassoon di drogare un'intera nazione !
David Sassoon nacque a Bagdad, Iraq, nel 1792. Suo padre, Saleh Sassoon, era un ricco banchiere che era anche tesoriere di Ahmet Pasha, il governatore di Bagdad. Nel 1829 Ahmet fu destituito per corruzione e la famiglia Sassoon si trasferì in India, a Bombay. La città si trovava lungo una strategica rotta commerciale verso l'interno del continente indiano ed era anche la porta per l'Estremo Oriente. In breve tempo i Sassoon riuscirono ad ottenere dal governo inglese, controllato dai banchieri Rotschild, i diritti di monopolio sulla manifattura di cotone, seta e - più importante di tutto - l'oppio, che allora era la droga principale fra quelle che danno assuefazione. L'enciclopedia Ebraica del 1905, dichiara che i Sassoon espansero il traffico dell'oppio in Cina e Giappone. David Sassoon sistemò i suoi 8 figli nei principali centri di scambio dell'oppio in Cina. Secondo l'Enciclopedia Ebraica del 1944 "David Sassoon impiegò solo Ebrei nelle sue attività commerciali, e ovunque andavano costruivano sinagoghe e scuole per loro stessi. Trasferì in Cina intere famiglie di origine ebraica e le mise al lavoro". I figli di Sassoon si occuparono a Canton di diffondere la droga che distrugge la mente. Fra il 1830 ed il 1831 trafficarono 18.956 casse di oppio, guadagnando milioni di dollari. Parte dei profitti andarono alla Regina Vittoria e, soprattutto, ai banchieri Rotschild. Nel 1836 il commerciò salì ad oltre 30.000 casse ed il consumo di droga divenne endemico nelle città costiere della Cina. A quei tempi praticamente non vi era uomo che non consumasse l'oppio, compreso l'intero esercito. Nel 1839 l'Imperatore Manchu XuanZong Daoguang (Tao-kuang) ordinò lo stop al traffico di droga. Nominò il governatore di Canton, Lin Tse-hsu di condurre una campagna contro l'oppio. Lin sequestrò 2.000 casse di droga ai Sassoon e le gettò nel fiume. Un oltraggio del quale David Sassoon informò i Rotschild che chiesero al Goveno inglese di ordinare una rappresaglia. Così iniziò la prima Guerra dell'Oppio, con l'esercito inglese impiegato come mercenario per i Rotschild. Furono attaccate le città e presi d'assedio i porti della Cina. I militari cinesi, indeboliti da dieci anni di forte assuefazione all'oppio non furono in grado di fronteggiare gli Inglesi. La guerra terminò nel 1839 con la firma del Trattato di Nanchino. Questo introduceva clausole appositamente pensate per permettere ai Rotschild, tramite il loro burattino David Sassoon, di rendere schiava per la droga un'intera popolazione. Il "trattato di pace", infatti, prevedeva: 1. piena legalizzazione del commercio dell'oppio in Cina; 2. Risarcimento per 2 milioni di sterline per l'oppio confiscato e distrutto da Lin; 3. Sovranità territoriale a favore della Corona Inglese sopra un certo numero di isole costiere.

I Rotschild ed i Sassoon usarono l'Esercito inglese per drogare un'intera nazione
David Sassoon, il trafficante di droga in nome dei Rothschild in Cina venne naturalizzato cittadino inglese nel 1853. Mantenne abbigliamento ed usanze degli Ebrei di Bagdad, ma permise ai figli di crescere secondo gli usi inglesi. Suo figlio Abdullah cambiò il nome in Albert. Intanto il Primo Ministro inglese scrisse al Commissario per la Corona, capitano Charles Elliot, che il trattato non era pienamente soddisfacente per gli Inglesi. Doveva essere rigettato perché: "Dopo tutto, il nostro potere navale è così forte che noi possiamo ordinare all'Imperatore ciò che vogliamo prendere piuttosto che chiedere quello che lui intende cedere. Dobbiamo ottenere l'ammissione del commercio dell'oppio anche nella Cina interna, aumentare le somme per il risarcimento e chiedere l'accesso a molti altri porti cinesi." Così la Cina non solo dovette pagare ai Sassoon il costo dell'oppio confiscato, ma rimborsare gli Inglesi di 21 milioni di sterline per ripagare i costi della Guerra dell'Oppio. Questo permise ai Sassoon di ottenere il monopolio della distribuzione della droga nei porti cinesi. Comunque, ancora non era abbastanza ed i Sassoon rivendicarono il diritto di vendere oppio in tutta la Cina. Al rifiuto dell'Imperatore seguì la Seconda Guerra dell'Oppio tra il 1858 ed il 1860. Palmerston dichiarò che tutta la Cina interna doveva essere aperta ad un ininterrotto traffico di droga. Gli Inglesi subirono una sconfitta al Forte Taku nel giugno del 1859 quando i marinai, ai quali fu ordinato di prendere il forte, furono costretti a muoversi sul terreno perchè il porto era ostruito dal fango. Diverse centinaia furono uccisi o catturati dai cinesi. Un Palmerston arrabbiato affermò: "Dobbiamo dare una tale lezione a queste perfide torme che il nome dell'Europa deve diventare sinonimo di terrore". In ottobre gli inglesi assediarono Pechino. Quando la città cadde, il comandante inglese, Lord Elgin, ordinò che i templi ed altri santuari fosserò saccheggiati e rasi al suolo per far capire il loro assoluto disprezzo verso i Cinesi. Nel nuovo "trattato di pace", firmato il 25 ottobre del 1860, agli Inglesi venne assegnato il diritto di espandere il traffico della droga su sette ottavi del territorio cinese, che portò un ritorno di 20 milioni di sterline solo nel 1864. In quell'anno i Sassoon importarono in Cina 58.681 casse di oppio, mentre nel 1880 l'importazione schizzò a 105.508 casse, facendo dei Sassoon la seconda più ricca famiglia ebraica nel mondo, dopo i Rotschild. Agli Inglesi fu assegnata la penisola di Hong Kong come colonia, iniseme a larghe porzioni di Amoy, Canton, Foochow, Ningpo e Shanghai. I Sassoon impiantarono quindi basi per il commercio dell'oppio in ogni centro occupato dagli Inglesi, al cui commercio era adibito personale esclusivamente di origine ebraica, sotto precise direttive dei Sassoon. Comunque il Governo Inglese non permise mai l'importazione dell'oppio in Europa.

I diritti di monopolio dei Sassoon distrussero l'industria tessile inglese e fecero ricchi i Roosevelt.

Sir Albert Sasson, il primogenito di David Sassoon rilevò l'impero di famiglia. Tra le altre cose, costruì grandi fabbriche tessili a Bombay che impiegavano mano d'opera pagata con salari da fame. Questa espansione continuò dopo la Prima Guerra Mondiale e causò la messa fuori mercato delle fabbriche tessili del Lancashire, Inghilterra, e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Questo non impedì alla Regina Vittoria di nominare baronetto Albert Sasson nel 1872. Solomon David Sassoon, un altro figlio di David, si insediò ad Hong Kong e condusse gli affari di famiglia fino alla sua morte nel 1894. Quindi l'intera famiglia si riunì in Inghilterra poichè con le comunicazioni che si erano modernizzate potevano controllare il loro impero finanziario dalle loro lussuose basi londinesi. I Sassoon socializzarono con la casa reale ed Edward Albert Sassoon sposò Aline Caroline Rotschild nel 1887, così da sommare le fortune familiari con quelle dei Rotschild. Anche Edward fu nominato baronetto dalla Regina. Tutti i 14 nipoti di David Sassoon furino nominati ufficiali durante la Prima Guerra Mondiale ed in questo modo furono in grado di evitare i combattimenti.
Franklin Delano Roosevelt ereditò una fortuna dal nonno materno Warren Delano, che nel 1830 era il principale azionista della società Russell & Company. Questa armava la flotta commerciale che trasportava l'oppio dei Sassoon dall'India verso la China e ritornava con il Te per il mercato occidentale. Warren Delano si spostò a Newburgh, New York e nel 1851 sua figlia Sara sposò un facoltoso vicino, James Roosevelt, il padre di Franklin Delano Roosevelt. Egli era al corrente dell'origine delle fortune di famiglia ma si rifiutò di metterle in discussione. Il traffico dell'oppio dei Sassoon portò morte e distruzione per milioni di cinesi ed ancora oggi martoria l'Asia. La corrotta monarchia inglese li onorò con privilegi e nomine. Ai giorni nostri i Sassoon sono ricordati nei libri di storia come "grandi sviluppatori" dell'India ma l'origine della loro sconfinata ricchezza non viene mai menzionata.
Fonti:
Approfondimenti:
da questo blog

Dal New York Times: The Opium War's Secret History
(mentre nomina la liason con F.D. Roosevelt, non fa il minimo cenno ai Sassoon)

martedì 22 luglio 2008

The Beatles, il rock e l’avvento della droga. Parte I°

La connessione tra la musica rock ed il consumo delle droghe è un fatto acquisito, anche se spesso viene sminuita e fatta rientrare in un filone genericamente “culturale”.

Procediamo quindi ad analizzare la carriera dei Beatles ed i loro contatti col mondo delle droghe, prima attraverso fonti calssiche, cioè “ortodosse” e poi citando ampiamente un autore “eterodosso”, John Coleman.

Agli albori, nel 1960, durante i concerti ad Amburgo, i Beatles facevano uso del Preludin, pillole dimagranti a base di amfetamina vendute liberamente, ma che erano anche una droga che serviva per rimanere svegli e poter suonare per molte ore di seguito. A Paul McCartney ne bastava una compressa, ma John Lennon ne prendeva almeno 4 o 5, mandandole giù con l’alcol (fonti: Anthology 1995-1996; The Beatles - A Diary. Barry Miles, 1998. pp 66-67; The Beatles. R. Caselli e M.Iossa, 2003)

La foto che segue fu scattata, secondo Dieter Radke che lavorava allo Star Club di Amburgo, nella primavera del 1962 da Manfred Weisslender, al quale fu ordinato da Brian Epstein, agente dei Beatles, di non venderla a nessun giornale. Egli mantenne la sua parola per 15 anni e la foto fu resa nota solo nel 1975. Secondo Radke se la foto fosse stata pubblicata a suo tempo, la carriera dei Beatles sarebbe stata stroncata. Il tubetto di Preludin è tenuto in mano dal batterista Pete Best, che in seguito fu sostituitao da Ringo Starr.

Quando i Beatles arrivarono in America nel 1964, il giornalista Al Aronowitz che sriveva per il New York Post chiese a Bob Dylan di incontrare i quattro ragazzi di Liverpool al Delmonico Hotel. Quando i Beatles gli offrirono Drynamils e Preludin, Dylan rispose proponendo marijuana. Dylan ne preparò e la offrì a John Lennon il quale la passò a Ringo Starr definendolo “il mio assaggiatore ufficiale”. Ringo andò in una stanza a parte e ne tornò esibendo un largo sorriso. “Vedo il soffitto scendere su di me” Così gli altri tre Beatles e Brian Epstein fumarono la marijuana. (Fonte: The Beatles - The Biography. Bob Spitz, Little, Brown and Company, 2005.

Nel 1965 i Beatles iniziarono ad usare anche l’LSD, che ispirò direttamente il testo e le suggestioni psichedeliche di molti brani. Il nome del dentista londinese che introdusse i Beatles all’uso dell’LDS è stato rivelato solo di recente nel libro “The Fab Four: the gospel accordino the Beatles” di Steve Turner (2006).
Il suo nome era John Riley e mise l’LSD nel loro caffè una volta che erano a pranzo con lui. Il libro spiega come le droghe ebbero un effetto fondamentale sulla band.
Praticamente tutto l’album del 1966, Revolver, ha a che vedere con la droga: marijuana e LSD assumono un ruolo determinante per approcciare nuove idee. L’album rappresenta inoltre un allineamento alle stravaganze del movimento hippy.

La canzone dei Beatles Lucy in the Sky with Diamonds venne accusata di voler trasmettere, con le iniziali del suo titolo, un messaggio di incitamento all'uso dell’LSD. Dopo averlo negato per decenni, finalmente Paul Mc Cartney nel 2004 ha ammesso, durante una intervista pubblicata sulla rivista Uncut, che “Lucy in the Sky with Diamonds” nel titolo e nel testo cela in effetti riferimenti all’LSD. Lo stesso Paul Mc Carney ha spiegato che la canzone Got to Get You Into My Life è collegata alla marjiuana, anche se molti a suo tempo non se ne erano accorti.

John Lennon ha ammesso di aver fatto uso di droghe e oltre 100 “viaggi” con l’LSD. Inoltre ha più volte ammesso che molte sue canzoni erano collegate alla droga, fra cui Happiness is a Warm Gun, Tomorrow Never Knows e Cold Turkey. Quest’ultima fu scritta da John Lennon, incisa dalla Plastic Ono Band e distribuita come 45 giri nel 1969. Secondo Peter Brown nel suo libro The Love You Make, la canzone fu scritta durante un’”esplosione creativa” che John ebbe sotto l’influsso dell’eroina

In molte scene del Magical Mystery Tour (1967) i Beatles erano sotto l’effetto di droghe.

Durante gli ultimi giorni di agosto 1967 il 32enne manager dei Beatles Brian Epstein perse la vita a causa di un letale cocktail di droghe. Dopo la sua morte, praticamente la band collassò.

Segue un elenco di video. Nel primo, John Lennon descrive il suo primo viaggio con l’LSD. Nel secondo si può ascoltare What’s the New Mary Jane, canzone scritta da John Lennon e registrata dai Beatles nel 1968 per l’album “White” ma poi non vi è stata inserita. Mary Jane” è termine colloquiale per marijuana. Nel terzo si vede un’intervista a Paul McCartney sull’LSD.

Infine una curiosità italiana: dagli anni ’60 esiste una band a Parma che si costituì in onore dei Beatles: gli LSD.

La canzone Yellow Submarine
Video qui

Le canzoni dei Beatles spesso nascondo significati simbolici, e questa più di ogni altra. Sembra semplice ma in realtà è la più complessa e ricca di significati nascosti fra le canzoni dei Beatles. Fu pubblicata dai Beatles (accreditata a Lennon/McCartney, ma scritta solo da McCartney) prima nel loro settimo album Revolver e poi come singolo "Doppio Lato A" assieme ad Eleanor Rigby il 5 Agosto 1966. E' anche il titolo della colonna principale di quello che poi diventerà il loro omonimo film d'animazione nel 1968. Paul McCartney l’ha ammesso almeno due volte che Yellow Submarine fu influenzata da quello che talvolta Ringo diceva quando Paul, John e Ringo assumevano insieme LSD. La prima volta fu quando gli fu chiesto circa i significati nascosti della canzone, negli anni ’70, e la seconda volta nella Anthology (1995-1996).

Ecco una interpretazione plausibile dei versi:

“Nella città in cui sono nato vive un uomo che ha navigato nel mare”
si tratta di Bob Dylan che mostrò il mondo della droga ai Beatles

“e lui ci ha raccontato la sua vita nella terra dei sommergibili”
che ci ha raccontato le sue esperienze con la droga
"così abbiamo navigato sopra il sole finche abbiamo trovato un mare verde”
Questo verso è si riferisce all’assunzione dell’LSD finchè non si è “in viaggio”
"e abbiamo potuto vivere sotto le onde nel nostro sommergibile giallo"
Quando si è “fatti” i problemi, cioè le onde, sono lontani

”tutti viviamo in un sommergibile giallo”
Tutti prendiamo l’LSD

"ed i nostri amici sono tutti a bordo molti altri di loro vivono nella casa accantoe la banda inizia a suonare"
Questo verso parla di assunzione collettiva di droga. Il riferimento “amici” ha un doppio significato in quanto con questo termine si designano comunemente le sostanze stupefacenti.

“mentre viviamo una vita agiatatutti abbiamo ciò di cui abbiamo bisogno
un cielo azzurro e un mare verde
nel nostro sottomarino giallo”

Questi ultimi versi si riferiscono agli effetti allucinogeni dell’LSD.

Inoltre Sottomarino Giallo è un termine usuale per marijuana, ed è stata a volte associata anche alla mescalina. Inoltre nel Greenwich Village chiamavano ‘yellow submarine’ le capsule gialle di Nembutal (Fenobarbital; vedi foto sotto). In spagnolo “fare un sottomarino” significa fumare marijuana in un ambiente chiuso.

venerdì 20 giugno 2008

La BEIC – Seconda parte: il contrabbando della droga.

Il commercio mondiale della droga ebbe inizio con la BEIC e fu in seguito intrapreso anche dalla Dutch East India Company. La BEIC iniziò il suo monopolio sulla produzione ed il commercio dell’oppio in India dopo la conquista inglese del Bengala nel 1757. Secondo John Coleman il monopolio del commercio dell’oppio indiano in Cina fu attuato dalla BEIC col consenso del governo inglese attraverso la sua politica ufficiale. Questo fu uno dei segreti più nascosti, avvolto come fu da storie e leggende fuorvianti, come quelle raccontate da Rudyard Kipling. Oppure da quelle storie di vascelli che attraversavano gli oceani col loro carico di te cinese destinato ai salotti buoni dell'Inghilterra vittoriana. In realtà, secondo John Coleman, la vera storia dell'occupazione inglese in India e delle Guerre dell'Oppio fra Inghilterra e Cina è stata una delle più sporche vicende della civiltà occidentale. Almeno il 13% dei guadagni in India durante il dominio inglese derivava di norma dalla vendita di oppio del Bengala di buona qualità ai distributori inglesi operanti in Cina. Ufficialmente la BEIC si occupava di commercio del tè, ma nessun giornale inglese allora indagava sul fatto che fosse impossibile fare enormi profitti solo col commercio del tè, e che gli ufficiali gentlemen inglesi spediti in India fossero finanziati solamente dalla miseria di milioni di contadini cinesi assuefatti all'oppio. In seguito la Corona Inglese, cioè la Famiglia Reale, si inserì nel commercio della BEIC, e la usò per produrre oppio nel Bengala ed in altre aree dell’India, controllando le esportazioni attraverso quelli che furono chiamati “diritti di transito”, cioè una tassa imposta dalla Corona su tutti i produttori di oppio regolarmente registrati presso le autorità statali che mandavano oppio in Cina. Fino al 1896, quando il commercio era ancora considerato illegale, non ci fu mai nessun tentativo per fermare il commercio di droga, così che colossali quantitativi di oppio furono spediti via mare dall’India a bordo dei “Tea Clippers” alla volta della Cina, quel tipo di vascelli tanto noti nell’immaginario popolare che tutti credevano che trasportassero tè. I mercanti del Bengala ed i loro controllori inglesi insieme ai banchieri divennero grassi e intolleranti a causa dell’enorme ammontare di somme che affluivano nelle casse della BEIC dal commercio dell’oppio con gli sventurati contadini cinesi. I profitti della BEIC, in quegli anni, eccedevano di molto gli attuali profitti di General Motors, Ford e Chrysler messi insieme.
La BEIC aveva sviluppato semi di papavero che davano oppio di ottima qualità nei campi di Benares e Bihar nel bacino del Gange in India, un paese che loro controllavano totalmente. Questo aveva il prezzo più alto, mentre l’oppio di qualità inferiore proveniente da piantagioni in altre zone dell’India era venduto a prezzi più bassi. Non rassegnandosi a perdere il suo commercio lucrativo, al sorgere delle opposizioni cinesi al contrabbando di oppio, la Corona Inglese ingaggiò lotte con le forze cinesi e le sconfisse durante le Guerre dell’Oppio a metà dell’800, che comportarono per la Cina, tra l’altro, la perdita di Hong Kong. Poiché la joint venture BEIC-Governo inglese gestiva il monopolio del commercio dell’oppio, le sole persone autorizzate a realizzare fortune istantanee provenivano dalla nobiltà, dalla aristocrazia, dalle famiglie plutocratuche ed oligarchiche, molti discendenti delle quali fanno parte oggi del Comitato dei 300 così come i loro onorevoli antenati sedevano nel Consiglio dei 300 che dirigeva la BEIC. Questi ultimi erano soci di tutti i maggiori club esclusivi di Londra ed erano per la maggior parte rappresentanti del parlamento, mentre altri, sia in India che in Inghilterra, erano magistrati. Per entrare in Cina era necessario un passaporto rilasciato dalla BEIC, cosicchè se qualche impiccione avesse cominciato ad investigare circa il coinvolgimento della Corona Inglese nel lucroso commercio dell’oppio, il suo passaporto sarebbe stato revocato.

Fonti:
John Coleman, The Conspirators Hierarchy: The Story of the Committee of 300, America West Publishers, 1992

http://www.ampltd.co.uk/collections_az/eic-factory-2/description.aspx