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martedì 23 marzo 2010

Le speranze del WWF di trovare 60 milioni di dollari che crescono sugli alberi

I crediti da anidride carbonica renderebbero il WWF ed i suoi partner molto più ricchi, senza nessuna effettiva riduzione della CO2, afferma Christopher Booker del Telegraph

Di Christopher Booker - The Telegraph

Fonte: http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/christopherbooker/7488629/WWF-hopes-to-find-60-billion-growing-on-trees.html

Se il più grande e ricco gruppo ambientalista, il WWF, annuncia di giocare un ruolo cardine nell'ambito della preservazione di un'area della foresta amazzonica grande il doppio della Svizzera, molti applaudono, pensando che ciò sia semplicemente una delle cause per le quali il WWF è stato fondato. Da molto tempo l'Amazzonia è in testa alla lista delle preoccupazioni ambientali mondiali, non solo perchè ovviamente ospita la foresta pluviale più vasta e ricca di biodiversità del mondo, ma anche perchè i suoi miliardi di alberi rappresentano il più grande deposito natutale di CO2. Quindi ogni minaccia alla foresta rappresenterebbe anche un contributo all'aumento del riscaldamento globale.

E' emersa però un'agenda nascosta circa la preservazione di questa parte di foresta che coniste nel permettere al WWF ed ai suoi partners di condividere la vendita di crediti di emissione di anidride carbonica per un valore di 60 miliardi di dollari, per permettere alle compagnie industriali di continuare ad emettere CO2 esattemente come nel passato. L'idea alla base di ciò è che i crediti connessi alla CO2 immagazzinata in questa specifica parte di giungla - così fuori mano da non temere minacce immediate - potrebbero essere venduti sul mercato internazionale, in modo da permettere a migliaia di compagnie nel mondo sviluppato di compensare la restrizione all'emissione di anidride carbonica. L'effetto pratico sarebbe semplicemente quello di rendere il WWF ed i suoi partner molto più ricchi senza minimamente contribuire ad abbassare il livello globale delle emissioni di CO2.

Il WWF, che già guadagna 400 miliardi di Sterline annualmente, la maggior parte dei quali provenienti dai governi e dai contribuenti, è da molto tempo il cardine del dibattito sulle minacce alla foresta amazzonica, come si evince anche dall'entusiasmo ricevuto da un ben pubblicizzato passaggio nel rapporto del 2007 dell'IPCC. Comunque la dichiarazione, da parte dell'IPCC, che il 40% della foresta è minacciata dal riscaldamento globale, si è scoperto che non è basata su nessuna evidenza scientifica, ma semplicemente sulla propaganda del WWF, che ha pienamente distorto i risultati di uno studio preliminare sulle minacce poste alla foresta, non dai cambiamenti climatici bensì dal taglio del legname.
Questa curiosa saga risale al 1997, quando il protocollo di Kyoto allestì quello che è noto come CDM, vale a dire il Meccanismo sullo Sviluppo Pulito. Questa misura permette alle compagnie basate nei paesi in via di sviluppo che dichiarino di aver ridotto le proprie emissioni di gas serra, di guadagnare miliardi di sterline vendendo le loro quote di emissioni nei paesi sviluppati che siano obbligati dal protocollo di Kyoto a tagliare le proprie emissioni. Nel 2001 i paesi aderenti al procollo hanno raggiunto un accordo in base al quale gli alberi nell'emisfero meridionale possono essere considerati come "depositi di anidride carbonica" a beneficio delle compagnie che emettono CO2 nell'emisfero settentrionale. Nel 2002, dopo una lunga negoziazione col WWF ed altre organizzazioni non governative, il governo brasiliano approntò il progetto Arpa (Aree protette della regione amazzonica), sostenito da circa 80 miliardi di dollari di finanziamento. Di questi, 18 miliardi furono dati al WWF dalla fondazione emaricana Gordon & Betty Moore, 18 miliardi forniti dal governo brasiliano al partnel locale del WWF e 30 miliardi dalla Banca Mondiale.

Lo scopo era di far amministrare aree della foresta pluviale brasiliana dalle organizzazioni non governative, capeggiate dal WWF, per assicurare sia che fossero lasciate intatte oppure gestite in modo "sostenibile". Fra queste la parte più vasta era costituita da 31.000 miglia quadrate situate presso l'inaccessibile frontiera settentrionale del Brasile, metà della quale designata come Parco Nazionale di Tumucumaque, la più vasta riserva naturale del mondo, mentre l'altra metà da sottoporre a sviluppo sostenibile lasciandola fondamentalmente intatta. La zona interessata è talmente fuori mano da non temere minacce da parte di taglialegna, minatori o agricoltori.

Giunti a questo punto, tutto ciò può apparire come appartenente al mono degli ideali. A dispetto dell'accordo internazionale circa il considerare le foreste come "depositi" naturali di anidride carbonica, non esisteva ancora un sistema per tramutare questa CO2 "risparmiata" in merce scambiabile. Nel 2007, comunque, il WWF ed i suoi alleati presso la Banca Mondiale lanciarono la Alleanza Globale sulle Foreste, con un finanziamento iniziale di 250 milioni di dollari da parte della Banca, per lavorare con quella che fu battezzata "deforestazione evitata". Ad una conferenza a Bali, sotto gli auspici della Convenzione sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC), che amministra il CDM (Meccanismo sullo Sviluppo Pulito), fu raggiunto un accordo su uno schema chiamato REDD (Riduzione delle emissioni da deforestazione nei paesi in via di sviluppo). Lanciata in grande stile come "la nuova grande idea per salvare il pianeta da un cambiamento climatico oramai fuori controllo", questà iniziativa istituì un fondo globale per salvare vaste aree di foresta pluviale dalla deforestazione che rappresenta circa un quinto delle emissioni di CO2 di origine antropica.

Ma ancora non esisteva un meccanismo per tramutare tutta questa CO2 "risparmiata" in merce vendibile. Allora il WWF trovò un alleato chiave nel Centro di Ricerca Woods Hole, Massachusetts, da non confondere con il vicino Istituto Oceanografico Woods Hole, un ente scientifico in buona fede.

Nel 2008, con un finanziamento di 7 milioni di dollari da parte della Fondazione Moore e lavorando in partenariato col Progetto Tumucumaque, il Woods Hole se ne uscì con l'idea che mancava: un modo cioè di valutare l'anidride carbonica immagazzinata nelle foreste pluviali protette del Brasile, per fare in modo che questa potesse essere scambiata sotto il meccanismo CDM. Il programma Arpa quindi calcolò in 5.1 miliardi di tonnellate questa anidride carbonica "risparmiata". Basato su una valutazione da parte dell'UNFCCC di 12,50 dollari a tonnellata di CO2, questo permetteva di considerare gli alberi delle aree protette brasiliane aventi un valore di oltre 60 miliardi di dollari. Sostenuto dalla Banca Mondiale, questo progetto fu presentato all'UNFCCC.

Ma vi erano ancora due ostacoli da superare. Il primo era che lo schema doveva essere adottato come parte del REDD dalla Conferenza di Copenhagen 2009, che avrebbe dovuto dare vita ad un nuovo trattato in sostituzione di quello di Kyoto. Questo avrebbe permesso di motetizzare la CO2 brasiliana totto lo schema CDM.

Il secondo era che gli USA avrebbero dovuto adottare lo schema "cap and trade" per imporre un severo limite alle emissioni di CO2 da parte delle industrie americane. Questo avrebbe incrementato il mercato internazionale della CO2, facendo schizzare alle stelle i prezzi non appena le industrie americane si fossero accalcate per comprare i crediti che avrebbero permesso loro di continuare ad emettere la quantità di CO2 necessaria alla loro sopravvivenza.

Per quel che è dato di sapere, però, la storia non è andata secondo quanto previsto. Nella baraonda di Copenhagen a dicembre 2009, tutto ciò che si è potuto salvare delle proposte del REDD è stata una dichiarazione di principio, con l'auspicio di raggiungere un consenso più ampio in Messico a fine 2010. Nella confusione di Copenhagen è andato anche perso il minuscolo intento che avrebbe garantiti i diritti delle popolazioni che vivono nelle foreste pluviali, il cui tenore di vita - con le preoccupazioni di gruppi come Survival International e il Forest Peoples Programme - è stato altrove già seriamente compromesso dagli schemi ispirati dal REDD, come ad esempio in Kenya e Papua Nuova Guinea.

Un'altro evento che ha allarmato il WWF ed i suoi alleati, che stavano sperando di ricavare miliardi di dollari dalle foreste brasiliane, è stata la mancata approvazione del progetto di legge del Senato Usa sul "cap and trade", sponsorizzato dal presidente Obama. Poichè l'Unione Europea ha escluso dal proprio schema di "cap and trade" le foreste pluviali, prendere nella rete gli USA è vitale per le speranze del WWF di trovare "soldi che crescono sugli alberi". Intanto il prezzo dell'anidride carbonica presso la Chicago Climate Exchange è appena piombato al suo minimo storico dio sempre, vale a dire 10 centesimi di dollaro a tonnellata.

Il sogno del WWF è stato ostacolato - ma anche la sola rivelazione che sia parte di una tale disegno può avere una influenza considerevole sulla percezione che il pubblico ha di quella che è la più ricca fra le organizzazioni ambientaliste.

Ulteriori dettagli e informazioni si possono reperire nel sito www.eureferendum.blogspot.com. Il libro 'The Real Global Warming Disaster’ di Christopher Booker e Richard North è pubblicato da Continuum (Costo 16.99 sterline).

Approfondimenti:

giovedì 9 luglio 2009

G8 a l'Aquila: nasce la Dittatura Climatica

La lotta ai cambiamenti climatici sarà uno dei temi principali del G8. Infatti, nell'imminenza del G8, la cancelliera tedesca Angela Merkel si era espressa affinchè gli Otto Grandi riaffermassero"chiaramente" i loro obiettivi per limitare il riscaldamento globale di due gradi entro il 2050. La Merkel aveva espresso soddisfazione per il progetto di legge Usa che prevede una riduzione delle emissioni di gas serra del 17% entro il 2020 rispetto ai livelli del 2005. "Rappresenta un’inversione di tendenza", ha detto la Cancelliera, ma questo "non ci farà arrivare automaticamente alla meta, a ciò di cui abbiamo bisogno per il 2050. Per questo sarà importante che nel documento dell’Aquila, sia chiaramente riconosciuto ancora una volta l’obiettivo dei due gradi". Angela Merkel porta avanti l'agenda di casa Bilderberg, il gruppo internazionale di banchieri, industriali, politici e magnati dei media che rappresenta il vero organo di governo mondiale. La sua ascesa al "trono" di Germania era stata decisa alla riunione del Gruppo Bilderberg del 2005. Infatti, ora sappiamo che tale agenda è stata fatta propria dal gruppo-farsa dei G8. Secondo l'Adnkronos - 8 luglio 2009, i Paesi del G8 riuniti all'Aquila hanno raggiunto un "accordo" per limitare "l'aumento globale della temperatura media a due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali". E' quanto si legge nella bozza di dichiarazione degli Otto grandi su cambiamenti climatici, ambiente ed energia. Nello stesso documento, emesso al termine della sessione di lavoro dedicata al clima e agli aiuti allo sviluppo, si ribadisce inoltre "la volonta' di condividere con tutti i Paesi l'obiettivo di raggiungere una riduzione di almeno il 50% delle emissioni globali entro il 2050, riconoscendo che questo implica che le emissioni globali raggiungano il picco quanto prima, per avviare subito dopo una rapida riduzione". Nella bozza, considerata un grosso passo avanti dalla presidenza italiana del G8 in vista della conferenza di Copenaghen, gli Otto riaffermano il sostegno "all'obiettivo dei Paesi sviluppati di ridurre insieme le emissioni di gas serra dell'80% e oltre entro il 2050, prendendo il 1990 o anni piu' recenti" come punto di riferimento per il calcolo delle riduzioni.

Sentiamo ora Berlusconi esprimersi in "senso piano" sul incipiente Nuovo Ordine Mondiale (New World Order), alias Impero Economico Anglo-Americano e sulla Dittatura Climatica.

"Abbiamo deciso di dare avanzamento agli studi che OCSE ed altri istituti internazionali hanno compiuto e stanno compiendo affinchè per il G20 di Pittsburgh sia fatto un altro passo avanti con una presentazione più precisa e anche direi ridotta rispetto alle 72 pagine dell EC Framework per andare verso un sistema condiviso di regole per l'Economia Globale. Siamo in un secolo nuovo, l'economia da nazionale si è fatta globale, occorrono regole che non siano più regole locali, regole nazionali, ma devono essere regole condivise da tutti, valide in tutti i paesi, quindi Regole Globali. Abbiamo affrontato nella sessione pomeridiana altri due temi. Il primo è stato quello del cambiamento climatico. Abbiamo raggiunto una posizione comune che naturalmente discuteremo domani con i paesi e con le economie emergenti. La posizione comune di Europa e Stati Uniti è una posizione di chi crede che si debba fortemente ridurre l'emissione di Anidride carbonica. Ci siamo fissati delle date ancora in discussione, il 2020, il 2050, su questo c'è la possibilità di trattare ma è importante che domani ci si presenti uniti per ri chiedere al Brasile, a India a Cina, i paesi che sono i reposonasbili più importanti dell'emissione di Anidride carbonica di arrivare a degli impegni che possano essere assunti da tutti quanti, perchè sarebbe qualcosa di non producente il fatto di mettere in atto delle riduzioni anche gravose come impegno economico in Europa e negli Stati Uniti d'America, in Canada e in Giappone, mentre più di 5 miliardi di altri uomini che vivono in altri paesi continuerebbero a comportarsi come prima".



Domanda: dove è andata a finire l'opposizione di Berlusconi alla Dittatura Climatica se ora la pensa come Obama ? Semplice, se pensiamo che entrambi discendono dalla stessa matrice elitaria. Obama è solo una nuova maschera per i decisori occulti, gli stessi che manovravano Bush, mentre Berlusconi italianamente fa virate di 180° che ora lo renderanno amabile agli occhi degli "ambientalisti"...
Entro la fine dell'anno replica del G8 a L'Aquila sul tema delle "Calamità naturali"...

venerdì 3 ottobre 2008

E' il Sole, non la tua SUV: la CO2 non distruggerà la Terra

Le temperature globali sono aumentate dal 1880. Nuovi dati dimostrano che l'impatto solare (radiazioni e flusso magnetico) è aumentato in misura analoga e segue l'andamento delle temperature dal 1938 al 1970. Il rapporto dell'IPCC dice che, basandosi su modelli al computer, l'aumentato assorbimento solare da parte della CO2 e degli altri gas serra è in maniera inconfutabile il motivo dell'aumento delle temperature.

Ma l'aumento delle temperature globali non segue la traccia dell'aumentato assorbimento solare da parte dei gas serra. Invece, tale aumento segue da viino i livelli di radiazioni e flussi magnetici emanati dal sole. In breve, se i gas serra giocano un ruolo, ciò è inferiore al 0,26% del riscaldamento avvenuto dal 1880. Il Sole è responsabile dei principali cambiamenti avvenuti, e le misure politiche pasticciate, come quelle configurate da Protocollo di Kyoto, non avranno un impatto misurabile sulle temperature, ma invece significheranno una drastica diminuzione nella produzione mondiale di beni, con effetti calamitosi su milioni di persone che spno praticamente impreparati a soffrire una immensa diminuzione nei loro standard di vita. Ci sono scienziati che non concordano su cosa causi i cambiamenti nelle temperature, o se questi cambiamenti siano, alla fine, buoni o cattivi. Allora, come può, chi voglia essere informato su questo tema così controverso, pervenire ad una risposta puntuale e corretta ? La lettura di It's the Sun, Not Your SUV, permette di acquisire un quadro importante sulle questioni che riguardano le temperature globali

John Zyrkowski inizia con dati bruti irrefutabili e non controversi, forniti da fonti governative sulle fluttuazioni delle temperature, sugli impatti delle radiazioni solari e sui flussi magnetici ed I livelli di assorbimento della CO2. Poi usa le funzioni di Excel per dimostrare che il report dell’IPCC utilizzato da chi propone l’uomo come causa del riscaldamento globale sia fatalmente insostenibile. Infatti, i dati non forniscono le risposte che l’IPCC assegna loro.

It's the Sun, Not Your SUV fornisce una spiegazione approfondita ma facilmente comprnesibilesulla csienza chiave dei cambiamenti climatici. Spiega ogni elemento in dettaglio, inclusi esempi e link a siti web che contengono dati che vengono aggiornati con regolarità. Leggendo e seguendo gli esempi contenuti nel libro, si sarà in grado di comprendere anche le questioni più complesse su questa importantissima tematica scientifica, e valutare le diverse vedute espresse dal mondo scientifico, soppesando l’importanza o la mancanza di importanza dei loro risultati. Si sarà in grado di capire la fallacia di quegli scienziati del clima che presentano previsioni catastrofiche in riferimento all’anidride carbonica e al riscaldamento globale. Chi avrà letto anche il report dell’IPCC sarà in grado di riconoscere dove gli scienziati tendono a disconoscere fatti scientifici chiave ed a sovrastimare gli impatti negativi usando aserzioni che sono prive di fondamento.

L’evidenza è qui. Prima di dichiarare bancarotta, leggete It's the Sun, Not Your SUV e fatevi una vostra opinione.